Banche e mutui: nel 2011 meno 19 per cento di richieste

di Francesca Commenta

Il 2011 è stato un anno terribile soprattutto per il settore immobiliare e per i mutui in particolare. In effetti, non è che il 2012 siano previsti momenti migliori, ma cosa si può sperare se si calcola che veniamo da una grande crisi economica che ha coinvolto quasi tutto il mondo e che non accenna a finire. Quello che ha creato maggiori problemi è stato soprattutto il crollo della domanda che è diminuita del 19 per cento, una cifra estremamente alta. Nei due anni precedenti, invece, le cose erano andate diversamente con un +1% nel 2010 rispetto al 2009; +7% nel 2009 rispetto al 2008.

Questo ha creato il cosiddetto effetto a catena e le famiglie hanno pensato di essere ben più prudenti non chiedendo di accendere mutui, senza le giuste garanzie, anche per evitare di non essere comunque ritenuti meritevoli del pesante prestito. Chi chiede dei soldi alle banche, lo fa per cifre ben più piccole di prima per essere sicuro di poterle poi rimborsare entro i tempi prestabiliti. Lo conferma  l’Eurisc, il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie, dopo uno studio settoriale che ha mostrato ulteriori difficoltà ultimamente nel mercato del lavoro e un blocco quasi totale nel sistema di erogazione e richiesta. Banche e clienti non si trovano sulla stessa linea d’onda insomma e se già da anni il settore mostrava problemi, il vero crollo si è avuto appunto nel 2011. La situazione è stata descritta da Enrico Lodi, direttore generale Credit Bureau Services di CRIF il quale ha detto: ”Il 2011 e’ stato un anno di evidente e costante calo. L’unico dato positivo e’ stato registrato a febbraio, per il resto tutte le rilevazioni mensili hanno sempre mostrato dati negativi in costante accelerazione, fino a toccare un -46% in novembre 2011, con la chiusura del mese di dicembre sulla stessa scia (-41%). Questa dinamica negativa e’ certamente influenzata dal fatto che nel 2011 sostituzioni e surroghe hanno cessato di essere significativamente praticate, mentre nel 2010 avevano invece sostenuto il mercato dei mutui dando la possibilita’ alle famiglie di rivedere e rinegoziare i piani di investimento e le condizioni del proprio prestito”.

La fase negativi al massimo in tema di mutui è iniziata nel febbraio del 2011 con un -7% rispetto al +2% di gennaio 2011, per poi proseguire sempre allo stesso modo. Il dato peggiore è arrivato a fine anno, a dicembre, con un  -49%, che osservato sui giorni lavorativi diventa un  -41%. Come ha confermato lo stesso Lodi: ‘‘La tendenza a richiedere mutui con una durata piu’ lunga e importi piu’ contenuti rappresenta un ulteriore conferma della cautela che sta caratterizzando il comportamento delle famiglie italiane. A fronte di una domanda ancora negativamente influenzata da una elevata incertezza anche l’offerta di credito si e’ indebolita, condizionata anche da politiche di erogazione che negli ultimi anni sono state piu’ caute e selettive”.

 

 

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