Mutuo, l’indice di affordability

di Sofia Martini Commenta

Elaborato dall’ABI, dal Ministero del Lavoro e dall'Agenzia del Territorio, tiene in considerazione il costo finanziario di un mutuo della durata pari a venti anni e loan-to-value dell'80%, con una rata del prestito pari al 30% del reddito familiare disponibile.

Cos’è l’indice di affordability? Qual è la sua relazione con l’universo immobiliare? L’indice di affordability, racchiude tutti i fattori che configurano l’accessibilità delle famiglie all’acquisto di una casa mediante un finanziamento.

Elaborato dall’ABI, dal Ministero del Lavoro e dall’Agenzia del Territorio, tiene in considerazione il costo finanziario di un mutuo della durata pari a venti anni e loan-to-value dell’80%, con una rata del prestito pari al 30% del reddito familiare disponibile. Nel complesso, è il risultato di più fattori: il reddito disponibile, i tassi di interesse praticati dalle banche in un determinato periodo, il costo dei mutui, i prezzi di mercato delle case.

Ne dà misura il Rapporto Immobiliare Residenziale creato dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con l’ABI. I dati contingenti parlano chiaro:

La misura dell’indice rilevato nel 2014 è del 9%, in aumento di 2,3 punti rispetto all’anno precedente. Il miglioramento sembra sia dovuto in buona percentuale, circa per il 50%, alla riduzione del costo dei mutui, ma importante è anche il calo del prezzo delle case. Tra i fattori deterrenti che non hanno aiutato la crescita dell’indice, il reddito medio delle famiglie italiane, sceso dal 2008 dell’8% e in continua riduzione dall’anno in cui il mercato immobiliare non lasciava presagire alcuna crisi. Nonostante tutto, l’analisi rileva che la situazione sembra essere migliorata, con il 60% delle famiglie in grado di coprire il 30% del costo annuo del mutuo: più 7% rispetto al 2013, con una distribuzione omogenea della capacità di acquisto in tutte le regioni d’Italia e soprattutto con ben otto regioni che hanno registrato il massimo storico dell’indice di affordability: un dato di grande rilievo se si considera che dal 2004 si era solo ridotto, prima ancora della crisi dell’intero sistema economico italiano.

Tuttavia, quello di affordability non è l’unico valore che si è rivelato positivo per i cittadini. Un’altra prestazione senza precedenti la sta garantendo ormai dall’inizio dell’anno l’Euribor, il tasso praticato tra le banche: un calo continuo e senza precedenti nonostante gli eventi importanti dell’economia che non hanno spostato l’indice – principalmente quello a tre mesi – dall’essere sotto lo zero.

 

 

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