Mutuo, le agevolazioni possibili con il contratto a tutele crescenti

di Sofia Martini Commenta

L'analisi condotta dall'Osservatorio Supermoney e il parere delle banche.

In questa Italia in cui una delle parole chiavi è ‘precariato’ (concetto direttamente prossimo a quello di ‘precarietà’) sono numerosi i giovani che avvertono disagio quando sentono parlare di mutuo.

 

Quasi come se questa prassi non potesse fare al caso loro. Fino ad oggi i neo laureati ed i neo assunti avevano sempre meno certezze, soprattutto a livello lavorativo. Ci si chiede se il Jobs Act cambierà le cose.

Al momento, stando alle prime valutazioni provenienti dagli esperti, sembrerebbe di sì, almeno per quanto concerne le richieste di mutuo. Buone notizie dunque per tutti quei giovani impegnati a scegliere un finanziamento per la casa, magari aiutandosi anche con il servizio di comparazione dei mutui offerto da SuperMoney per trovare la soluzione giusta per loro in pochi click.

La caduta dell’art.18, che incrementa l’autonomia per le aziende in termini di licenziamento, faceva temere maggiormente i giovani desiderosi di acquistare casa. Invece, secondo uno studio condotto dall’Osservatorio SuperMoney, il nuovo contratto non impedirà la concessione dei mutui ma, anzi, la incrementerà. Infatti, secondo quanto affermato dal suo Amministratore Delegato, questo è il momento migliore per richiederne uno grazie a “una serie di congiunture di carattere sia economico che sociale”. A favore, i valori immobiliari ai minimi storici, tassi di interesse molto bassi ed una apertura delle banche. Infatti, secondo gli ultimi dati resi noti dall’Abi, l’incremento su base annua delle erogazioni di nuovi mutui nel trimestre gennaio-marzo 2015 è del 50,4% rispetto al 2014.

L’analisi portata avanti dall’Osservatorio SuperMoney aveva come obiettivo quello di rispondere ai tanti giovani desiderosi di comprare casa preoccupati dall’entrata in vigore del nuovo contratto. È stato effettuato precorrendo i tempi perché i primi lavoratori assunti con il nuovo contratto (esistente solo dal 4 marzo) non hanno ancora terminatoil periodo di prova (che di solito comprende i primi 2 mesi di lavoro).

L’analisi ha coinvolto alcuni dei principali istituti di credito italiani: Banca Sella, CheBanca!,DeutscheBank, Intesa Sanpaolo e UniCredit. A loro è stato chiesto di rispondere ad una domanda: se un giovane di trent’anni assunto con un contratto a tempo indeterminato con tutele crescenti volesse aprire un mutuo (a tasso variabile o tasso invariabile) potrebbe farlo?

 

 

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