Mutui a Roma in picchiata: meno 19 per cento

di isayblog4 Commenta

Calano le richieste di nuovi mutui a Roma e c’era da aspettarselo nel clima di crisi e gran confusione che sta interessando l’Italia e l’Europa ultimamente. I dati dell’Eurisc del resto parlano chiaro: nel 2012 nella regione e comunque un pò in tutto il continente il settore immobiliare ha avuto un grave stop. Se a Roma parliamo di un meno 19 per cento, a Rieti si va ad un meno 14 per cento e a Viterbo ad un meno 15.  Le famiglie di Latina, poi, non si stanno comportando diversamente e se il portafoglio è più vuoto del solito e non si sa se e quando tutto cambierà, meglio non rischiare e tentare la sorte.  La sicurezza è nel mantenersi cauti e restare in affitto o comunque non cambiare le proprie quattro pareti domestiche.

Il crollo dei mutui è giunto dunque anche in questo tratto di Italia e, dal canto loro, gli istituti di credito scelgono con cura i loro clienti e non concedono prestiti a chi capita. Ecco appunto che la maggior parte delle persone, che non vantano neppure le garanzie necessarie e sanno che tanto non otterrebbero alcun prestito, non ci provano nemmeno a certificare di riuscire a pagare ogni mese le rate.

La domanda dei mutui ipotecari nell’area romana, lo scorso anno, si è comunque mantenuta in linea con quella regionale e anche nazionale con un meno 19 per cento registrato, un numero simile a quello di tutto il Lazio. Medesima cosa nello Stivale mentre nei due anni precedenti il dato era stato positivo con un +1% nel 2010 rispetto al 2009; +7% nel 2009 rispetto al 2008. Leggermente meglio va a Frosinone, sempre nel Lazio con un meno 18 per cento. Enrico Lodi, direttore generale credit bureau services di Crif ha detto a tal proposito:  “Il 2011 è stato un anno di evidente e generalizzato calo come si evince anche dall’andamento mensile. L’unico dato positivo è stato registrato a febbraio, per il resto tutte le rilevazioni mensili hanno mostrato dati fino a toccare un -46% in novembre, con la chiusura a dicembre a -41%. Questa dinamica negativa è certamente influenzata dal fatto che nel 2011 sostituzioni e surroghe hanno cessato di essere significativamente praticate, mentre nel 2010 avevano invece sostenuto il mercato dei mutui. L’atteggiamento improntato alla prudenza messo in campo dalle famiglie non sembra essere stato scalfito nemmeno dallo stallo del mercato immobiliare e dalla conseguente stagnazione dei prezzi, che avrebbe potuto rendere appetibile l’acquisto di abitazioni anche come forma di investimento finanziario, ne’ dal mantenimento di bassi tassi di interesse rispetto al periodo pre crisi”.

 

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