Motociclisti brava gente: sono ottimi assicurati (sembrerebbe)

di Daniele Pace Commenta

Le assicurazioni italiane vorrebbero adottare il metodo estero, che consente di far sprofondare i cattivi conducenti di molte più classi rispetto alle due del sistema italiano.

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I motociclisti sono dei bravi assicurati, perché uno su tre è in prima classe. A rivelarlo l’Associazione Nazionale delle Assicurazioni italiane (ANIA) nel suo ultimo rapporto. I motociclisti si comportano bene a quanto sembra, e il 37% di chi ha una motocicletta è in prima classe universale. Un po’ meno, 33%, quelli che hanno un ciclomotore.

I motociclisti sono bravi conducenti, ma nonostante questo non vedono scendere la loro rata. I premi annuali non solo non scendono, nonostante questi risultati, ma anzi aumentano costantemente. Questi aumenti avvengono per altri motivi, nonostante il virtuosismo di un terzo dei centauri.

I perché della situazione

I centauri in prima classe sono tanti, ma secondo il famoso sito Dueruote, non è perché sono dei conducenti coscienziosi. Il motivo va ricercato nella Legge Bersani del 2007, con la quale il Governo garantì ai neopatentati l’ingresso nella stessa classe di merito dei genitori, nel caso assicurassero una moto.

Un grande vantaggio, rispetto alle auto, dove i neopatentati devono iniziare dal basso (dalla 14a classe). I motociclisti neopatentati possono entrare anche nella classe di un veicolo che hanno già assicurato. Per questo, molti sono in prima classe.

I dati infatti dicono che un quarto dei motociclisti è partito direttamente dalla prima classe, garantendosi così dei costi inferiori.

Ma questo crea anche quell’effetto rincaro che ogni anno appesantisce il premio. Secondo l’ANIA infatti, la maggior parte di loro, il 95%, non scende di classe. Solo il 5% va in classe inferiore a causa d incidenti, così che le assicurazioni non possono garantirsi premi più alti dalle classi inferiori per abbassare quelli della prima classe.

Si tratta del sistema mutualistico del bonus-malus italiano, che secondo l’ANIA andrebbe riequilibrato proprio per evitare queste controindicazioni.

In parole povere, chi va nelle classi più costose, bilancia i virtuosi nelle classi migliori, ma questo non sta succedendo nel settore moto. Chi è in prima classe infatti, non ha grandi benefici per effetto della Legge Bersani, che invece voleva proprio incentivare l’uso della moto grazie a dei premi più bassi.

Le assicurazioni italiane vorrebbero adottare il metodo estero, che consente di far sprofondare i cattivi conducenti di molte più classi rispetto alle due del sistema italiano. In Gran Bretagna si scende di 7 classi, mentre i tedeschi sono penalizzati con un -9 classi quando causano un incidente.

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