Abi, prestiti in netto miglioramento

di Sofia Martini Commenta

Positive le news nel rapporto dell'Associazione Bancari Italiani.

Verso una nuova crescita degli impieghi delle banche italiane, dopo tre anni di grandi sofferenze. Il rapporto mensile dell’Abi, l’associazione che riunisce gli istituti di credito italiani, osserva che il segno meno stimato per il mese di giugno per gli impieghi a famiglie e imprese (-0,1% su base annua) rappresenta il dato migliore da 37 mesi, ossia da quando questo indicatore ha iniziato a contrarsi e non ha più smesso fino al mese scorso per via della crisi.


Una prossima inversione di rotta è ormai certa dai due indizi segnalati dall’Abi. Il primo sono i prestiti alle imprese erogati da un campione di banche (80% del mercato): nei primi cinque mesi dell’anno sono cresciuti dell’11,6%. Il secondo sono i nuovi mutui casa alle famiglie (comprese le surroghe) che mostrano un +64% rispetto allo stesso arco di tempo del 2014. Gli impieghi complessivi, pari a 1.833 miliardi, aggiunge l’Abi, sono comunque superiori alla raccolta da clientela (1686,5 miliardi).

A giugno i tassi di interesse sui prestiti si sono posizionati su livelli ancora più bassi con il tasso medio sul totale dei prestiti al 3,42%, nuovo minimo storico (3,43% il mese precedente), anche grazie all’operazione della Bce che ha schiacciato ancor di più tutti i rendimenti. A fine 2007, prima dello scoppio della crisi globale, i finanziamenti delle banche costavano in media il 6,18%. Il tasso medio sui nuovi prestiti alle imprese è sceso al 2,10% (valore più basso da maggio 2010) dal 2,17% del mese precedente. Il tasso medio sui nuovi mutui casa è al 2,75% dal 2,65% di maggio. Sul totale delle nuove erogazioni di mutui quasi i due terzi sono mutui a tasso fisso.

La raccolta delle banche ha registrato invece un nuovo calo. L’Abi stima una diminuzione di circa 23,4 miliardi rispetto all’anno prima (-1,4%) in rallentamento tuttavia rispetto al mese precedente (-1,7% il tendenziale). Il calo è dovuto soprattutto alla dinamica negativa della raccolta a medio e lungo termine. Nel dettaglio secondo il rapporto mensile dell’associazione, i depositi da clientela residente crescono del 3,9% (+47,5 miliardi). Le obbligazioni bancarie, invece, calano del 14,8% (-15,6% a maggio) con una riduzione di circa 71 miliardi sull’anno. Il rapporto nota poi, con riferimento al mese di maggio, che dopo oltre 40 mesi, per il quarto mese consecutivo, è tornato positivo il trend dei depositi dall’estero: quelli delle banche italiane sono stati pari a circa 336 miliardi, l’8,8% in più di un anno prima.

 

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