Tariffe Rc Auto in calo

di isayblog4 Commenta

Secondo l'Ivass ci sono considerevoli progressi sul fronte assicurativo.

Da qualche anno l’Italia è il Paese dalle tariffe più alte a livello internazionale, soprattutto per via dell’enorme presenza di frodi.

 

Salvatore Rossi, presidente dell’Ivass, ha fornito la sua relazione sull’attività annuale dell’Autorità che vigila le assicurazioni; secondo il presidente, poco mancherebbe tuttavia ad una vera e propria svolta.

Nel frattempo, i dati certificano il fatto che gli operatori abbiano messo alle spalle il periodo peggiore della crisi

Secondo Rossi, il ‘caso’ dei premi per assicurare le auto in Italia, il paese con le tariffe più alte al mondo, si avvia a soluzione. Nella relazione annuale dell’Autorità di vigilanza si dice che i dati dello scorso anno mostrano “progressi considerevoli” e “poco mancherebbe a una vera e propria svolta”. I prezzi effettivi misurati dall’autorità mostrano un calo medio di quasi l’8% e “si sono fatti progressi anche sul terreno della concorrenza” e dell’offerta diversificata. “Un assicurato su sei ha cambiato compagnia lo scorso anno” con una forte pressione al ribasso sui prezzi. Chi ha cambiato compagnia ha spuntanto una riduzione del premio in media del 22% contro un 5% di riduzione per chi è rimasto fedele alla sua compagnia.

La crisi che aveva causato non pochi problemi alle compagnie assicurative nel biennio 2010-2011 è definitivamente superata. “Nei tre anni successivi sono tornati i profitti, dell’ordine dei 5-6 miliardi l’anno. Contribuiscono al buon risultato tutti i rami di attività”, osserva ancora Rossi alla presentazione della relazione annuale. “Il Roe (return on equity, misura di redditività del capitale investito, ndr) complessivo per l’industria assicurativa italiana è salito al 9,3% (8,2% nel 2013) allineandosi a quello medio europeo”. Nel biennio di crisi lecompagnie italiane avevano registrato perdite cumulate per 4,4 miliardi. La raccolta premi 2014 è stata decisamente migliore della media Ue: quasi 150 miliardi di euro (+20%). “Si sfiora – ha detto – il 9% del Pil”. L’aumento è stato però tutto nel comparto vita.

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