Crescono i prestiti alle imprese

di Sofia Martini Commenta

Confortanti i dati dell'Abi dopo i primi otto mesi dell'anno.

Mutui a famiglie e prestiti alle imprese sono in crescita durante i primi otto mesi del 2015. Ad indicarlo sono i dati diffusi dall’Abi.

Sono positivi i segnali che vengono fuori dal report dell’Assocazione per ciò che concerne le nuove erogazioni di prestiti bancari: sulla base di un campione rappresentativo di banche (78 banche che rappresentano circa l’80% del mercato) – fa sapere l’associazione bancaria – i finanziamenti alle imprese hanno segnato nei primi otto mesi del 2015 un incremento del +15,9% sul corrispondente periodo dell’anno precedente (gennaio-agosto 2014)». Ma sono i dati dei mutui a segnare un’accelerazione senza precedenti: «Per le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili, sempre nello stesso periodo, si è registrato un incremento annuo del +86,1% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno. Nell’analogo periodo, le nuove operazioni di credito al consumo hanno segnato un incremento del +27,2%»

L’ammontare delle erogazioni di nuovi mutui è stato pari a 28,920 miliardi di euro rispetto ai 15,543 miliardi dello stesso periodo del 2014. Sul totale, l’incidenza delle surroghe è pari a circa il 29%. Ma l’ammontare delle nuove erogazioni di mutui nel 2015 superano le erogazioni dell’intero 2014 (25,283 miliardi di euro). I mutui a tasso variabile rappresentano, nei primi otto mesi del 2015, il 48,3% delle nuove erogazioni complessive; nei mesi più recenti sono in forte incremento i mutui a tasso fisso che hanno superato ad agosto 2015 il 60% delle nuove erogazioni mentre erano meno del 20% dodici mesi prima.

A livello nazionale la durata media del mutuo è stata di 24,7 anni. Analizzando le diverse fasce di durata, risulta che quasi il 70% dei mutui è compreso tra 21 e 30 anni e il 29,9% si colloca nella fascia 10-20 anni. I prestiti ipotecari di durata inferiore a 10 anni rappresentano solamente lo 0,3% del totale a causa dei costi elevati della rata mensile, ma il discorso è diverso per le operazioni con periodi superiori a 30 anni.

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