Comprare casa: ai giovani ci pensano i genitori

di Francesca Commenta

Per sette giovani su dieci, non c’è alcuna speranza: lavoro precario, liquidità che manca e paura di non riuscire ad onorare il debito e il desiderio di comprare casa potrebbe restare tale se non ci pensassero i genitori. Accade soprattutto in Puglia ma ovviamente pure nelle altre regioni il risultato, di solito, non cambia. E’ un problema che negli ultimi anni si fa sempre più presente e che la crisi economica non ha fatto altro che esasperare.

I genitori e in qualche caso pure i nonni, hanno già vissuto la vita e sono riusciti nel corso degli anni a mettere da parte qualche soldo e magari ad acquisire qualche piccola proprietà da rivendere e in questo modo possono aiutare le nuove generazioni a farsi largo in questo momento così complesso. Sia nel barese che altrove per spendere meno e acquisire qualche metro di abitazione in più, bisogna ovviamente allontanarsi dal centro, dove i prezzi sono sempre altissimi.
L’ultimo rapporto sull’argomento lo ha preparato e poi reso noto l’osservatorio immobiliare Rubino, per la regione in questione e ha confermato appunto che in Puglia sette giovani su dieci hanno bisogno dell’aiuto finanziario ed economico dei genitori. Addirittura sei volte su dieci le quattro pareti domestiche sono pagate per intero dai genitori. A intervenire sull’argomento è stato lo stesso Andrea Rubino, presidente dell’Immobiliare Rubino il quale ha confermato: “Sicuramente incidono sia la mancanza di lavoro che, di conseguenza, la difficoltà dei giovani ad ottenere un mutuo dalle banche ma da quello che abbiamo verificato in questi primi mesi del 2011 è anche spesso una questione di mentalità. Da una parte, infatti, i genitori si sentono quasi in dovere di contribuire economicamente all’acquisto dell’abitazione dei propri figli, anche per offrire loro una garanzia di futuro in un periodo instabile e difficile come quello attuale, dall’altra i giovani pugliesi sono tendenzialmente poco propensi ad abbandonare le comodità familiari e preferiscono rimandare il più possibile il momento del distacco dalla casa dei genitori”.

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